L’utilizzo degli oli essenziali per via esterna è preferibile per la maneggevolezza e sicurezza, le modalità più usate sono le seguenti.

Il massaggio

consiste nell applicazione delle essenze sulla pelle attraverso manovre manuali che ne facilitano la assorbimento e la penetrazione. Per il massaggio le essenze vanno aggiunte a un olio base (olio vettore) che funge da veicolo, evita fenomeni irritativi dovuti all’applicazione delle essenze pure sulla pelle e permette un assorbimento più graduale e costante.

Le percentuali di diluizione possono variare a seconda delle essenze scelte, della sede di applicazione e della problematica. Possiamo dire che concentrazioni complessive di essenze tra l’1 e il 3% sono tollerate ed efficaci. Indicativamente si tratta di 5-8 gocce di essenza per due cucchiai di olio vettore (ma essenze molto forti quali chiodi di garofano, timo, cannella non devono superare la concentrazione dello 0,5%)

Le principali aree di applicazione sono le seguenti:

  • colonna vertebrale e zona paravertebrale: per agire sul sistema nervoso e ottenere un’azione rilassante e decontraente delle tensioni muscolari croniche;
  • torace: (facce anteriori, posteriori e laterali e spazi intercostali): nelle affezioni respiratorie da raffreddamento e per stimolare una respirazione più profonda;
  • addome: per agire sugli organi interni (stomaco, intestino, fegato, pancreas, utero, vescica), per attivare la funzione digestiva o a scopo antispasmodico e antinfiammatorio;
  • plesso solare: per calmare l’ansia e la paura;
  • regione lombare: per attivare la funzione delle ghiandole surrenali in caso di astenia ed esaurimento;
  • regione sacrale e glutea: per stimolare la sessualità;
  • regione della nuca: utile in caso di infiammazioni della gola e cefalee muscolotensive;
  • tempie, fronte, lobi auricolari: per il trattamento delle cefalee e in caso di stanchezza mentale;
  • cuoio capelluto: per combattere sinusite, raffreddore, cefalea, tensione nervosa;
  • pianta del piede: per attivare tutte le funzioni organiche con il massaggio riflessogeno (per lo spessore dello strato corneo, che rende la pelle poco sensibile, è possibile l’applicazione delle essenze pure o poco diluite).

Le frizioni

2 o 3 gocce di essenza diluite in una base alcolica possono essere frazionate sulla regione cutanea corrispondente all’organo colpito (per esempio, il cuoio capelluto in caso di caduta dei capelli, sul torace in caso di tosse ecc.)

Bagno e doccia

Qualche goccia di essenza nella vasca con acqua calda e utile per un bagno aromatico punto non essendo solubili in acqua, gli oli essenziali vanno prima diluiti in un cucchiaio di latte o in un pugno di sale marino integrale. Per la doccia, versare tre o quattro gocce di essenza, eventualmente diluite in un po’ di detergente liquido neutro, su un guanto di spugna bagnato e frizionare il corpo.

I suffumigi

è una metodica utile per il trattamento di affezioni respiratorie da raffreddamento. È sufficiente aggiungere poche gocce di essenza in una bacinella di acqua bollente e inalare i vapori.

Compresse impacchi versare qualche goccia di essenza in una tazza di acqua, immergere una garza e applicarla sulla zona interessata. E’ consigliabile usare acqua calda per contratture muscolari e acqua fredda per contusioni , febbre, cefalea, gonfiori.

Pediluvio, maniluvi, semicupi

versare 4-5 gocce di essenza in una bacinella di acqua calda o fredda a seconda delle necessità e immergervi le mani o i piedi per 10-15 minuti (ipersudorazione, micosi cutanee, piedi stanchi). Analogo è il procedimento da seguire per i semicupi (emorroidi, infiammazione genitali esterne).

Sciacqui e gargarismi sono utili in caso di gengiviti, afte e faringiti; si praticano dopo avere aggiunto due o tre gocce di essenza in un bicchiere d’acqua

Le irrigazioni interne versare 4-5 gocce di essenza in ½ l di acqua bollita e lasciata intiepidire, poi utilizzare per lavande vaginali rinfrescanti e antisettiche.

La diffusione nell’ambiente

questa modalità è consigliata quando si desidera diffondere il profumo di un’essenza per rendere più piacevole l’ atmosfera, calmare o stimolare. E’ indicata anche per ridurre la presenza nell’aria di batteri o virus. Nel primo caso può essere sufficiente un comune diffusore costituito da una piccola sorgente di calore (una candela) sopra la quale è collocata una coppetta contenente qualche goccia di essenza un po’ d’acqua. Sotto l’azione del calore l’acqua evapora e l’essenza si volatilizza. L’essenza può anche essere messa in corrispondenza dell’ ugello di uscita del vapore degli umidificatori . Esistono poi dei piccoli apparecchi più sofisticati per l’aromatizzazione degli ambienti, che consentono una micronizzazione delle particelle di essenza, le quali rimangono in sospensione nell’aria per un tempo più lungo senza precipitare. In questo modo si prolunga l’effetto antisettico e antibatterico delle essenze.