Gent.mi 

   vi inoltro la scheda con i risultati ottenuti su pazienti COVID19 trattati con ozono ed il  link per ascoltare l’intervista Prof Franzini, Presidente SIOOT International

Dall’analisi dei dati appare evidente l’utilità dell’ozonoterapia anche contro il COVID19, che dovrebbe essere praticata sin dai primi sintomi:

il paziente con grave insufficenza respiratoria ha un maggiore rischio di morte o di esitare in insuffucienza respiratoria cronica.

Non si tratta di una comune influenza, ma di una sidrome simil influenzale ad alta contagiosità;  la contemporanea necessità di cure intensive per un alto numero di pazienti ha causato il collasso di molti ospedali.

Gli anatomopatologi hanno dimostrato che COVID19, nei casi sintomatici, provoca una vasculite che può evolvere in microtrombosi diffusa;

i microtrombi causano ischemia nei diversi organi, prevalentemente a livello cardiaco, polmonare, renale, cerebrale; queste lesioni multiorgano carattterizzano la diversa gravità del quadro clinico complessivo.

Le lesioni multiorgano giustificano la profonda astenia degli infetti ed i lunghi tempi di recupero, che, a seconda delle lesioni anatomiche avvenute, potranno esitare in deficit cronico.

L’osservazione clinica ha evidenziato che un  precoce trattamento farmacologico associato ad ozonoterapia avrebbe potuto ridurre sensibilmente la necessità di un successivo ricovero in rianimazione, lo stato di angoscia collettiva ed i gravi danni economico-sociali che ne sono derivati.

Altri Paesi  hanno iniziato ad usare i protocolli SIOOT: speriamo che altri ospedali italiani decidano di usare l’ozonoterapia per i pazienti COVID19.

Un ciclo di ozonoterapia dopo la dimissione ospedaliera faciliterebbe tempi e qualità di recupero. I nostri locali vengono sanificati con ozono ogni giorno e gli appuntamenti sono cadenzati in modo da garantire le distanze sociali.

Cari saluti V. Simonetti